Crash: shock e urti nel ventunesimo secolo

matt
«It’s the sense of touch. In any real city you walk, you know? You brush past people, people bump into you. In L.A., nobody touches you. We’re always behind this metal and glass. I think we miss that touch so much, that we crash into each other just so we can feel something».

Crash – Contatto fisico, scritto e diretto da Paul Haggis nel 2004, riuscì nell’impresa di strappare l’Oscar come miglior film dalle mani del favorito I segreti di Brokeback Mountain, scatenando un’incredibile mole di polemiche. Polemiche fini a se stesse, in quanto Crash, pur non essendo esente da alcuni difetti strutturali, a conti fatti si presenta come un’ottima pellicola e come un ottimo ritratto della contemporaneità.

La scena di apertura propone sin da subito una serie di elementi che ricorreranno durante la visione del film. Il detective Waters (Don Cheadle) e la sua partner Ria (Jennifer Esposito) si scontrano con un’auto guidata da una donna di origine asiatiche, e mentre quest’ultima e Ria si insultano per l’accaduto, sfoggiando entrambe una serie di epiteti razzisti, il detective raggiunge a piedi una scena del crimine: un ragazzino è stato ucciso, e lui è chiamato a investigare.

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Espiazione: un manifesto dell’incomprensione

Adattamento del best seller omonimo di Ian McEwan, il film di Joe Wright del 2007 riesce in maniera egregia ad offrire una nuova narrazione della storia originale, discostandosene solamente in parte e riuscendo, con il potere delle immagini, a renderla un’esperienza altrettanto forte e di impatto, soprattutto sul piano emotivo.

Il plot di Espiazione si articola lungo diversi archi narrativi: in primo luogo, la tredicenne Briony (Saoirse Ronan), in seguito ad una serie di incomprensioni, accusa ingiustamente Robbie (James McAvoy), figlio di una serva e innamorato di sua sorella maggiore Cecilia (Keira Knightley), di aver abusato sessualmente di sua cugina; nella seconda parte del film, Robbie, per evitare di restare in prigione, partecipa come soldato al secondo conflitto mondiale mentre l’ormai cresciuta Briony (interpretata ora da Romola Garai) si guadagna da vivere come infermiera in un ospedale che accoglie i feriti di guerra.

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Mommy: un rapporto particolare

2014. Il venticinquenne Xavier Dolan è già al suo quinto lungometraggio e possiede ormai una padronanza del linguaggio filmico tale da permettergli di osare di più sotto certi aspetti stilistici e narrativi, rispetto, ad esempio, a un film misurato come Tom à la ferme (2013).

In Mommy, con il quale il regista e sceneggiatore franco-canadese si è aggiudicato il prix du jury al festival di Cannes, viene messo in scena il dramma di una madre vedova di nome Diane, interpretata da Anne Dorval (collaboratrice frequente di Dolan), che si ritrova a dover crescere da sola il figlio Steve (Antoine Olivier Pilon) dopo essere stata costretta a prendersene carico dal centro di cura al quale era stato affidato dopo la morte del padre. Steve, infatti, viene allontanato dal centro in seguito a un episodio violento, da lui causato, durante il quale un ragazzo è rimasto gravemente ustionato.

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Schermi

Aprire un blog per me è una scelta difficile: in primo luogo perché è una cosa che non ho mai fatto, in secondo luogo perché non mi ritengo un buon scrittore. Ma allora perché?

Forse è per il terrore dell’addentrarsi in un territorio inesplorato, una sensazione che mi provoca diverse aspettative piacevoli (è ossimoricamente paradossale lo so, ma i paradossi mi piacciono, quasi quanto le parentesi). Ma in realtà il motivo reale è uno solo, ed è il parlare di cinema. Ma perché proprio il cinema? Perché è una mia passione? No, non lo è. Sarebbe troppo riduttivo definirlo in questo modo, sarebbe come confinarlo dentro uno spazio chiuso che è il mio gusto. Per me il cinema, grazie al suo darsi come schermo di qualcos’altro, è invece un darsi differente del reale, è un qualcosa che permette al mio sguardo di andare al di là del mondo in cui vivo e che abito. Il cinema è ciò che si dà come una finestra su un altro mondo: un mondo possibile, o forse un mondo parallelo.

Pertanto, il contenuto dei post di questo blog verterà esclusivamente sul tema del cinema e delle sue forme, affrontato dal mio punto di vista singolare. Non cercherò, dunque, di proporre presunte verità assolute, anche perché sarebbe un po’ presuntuoso e sicuramente non intellettualmente stimolante.

Daniele S.